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Po di Goro

Pubblicato da Paolo Perrotta « »

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Po di Goro

Pubblicato da Paolo Perrotta « »


Canoa
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Stato: Italia Inizio: Gorino Ferrarese MinEle: -17 m
Regione: Emilia Romagna Fine: Gorino Ferrarese MaxEle: 0 m
Città:
 
Ferrara
Waypoints: 0 Dislivello salita: 143 m
Distanza:
 
13.1 km
Downloads: 6 Dislivello discesa: 150 m
Data report:
 
May 23, 2019
Pubblicato: Mar 15, 2009 Hits: 1984
           
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laguna Po Delta canoa kayak

Descrizione

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Tutto è pronto per un po' di sana attività fisica. La sera prima ci siamo preparati: abbiamo fatto stretching alle mandibole e abbiamo assunto gli integratori alimentari (mezzo maiale innaffiato da abbondante sangiovese, una betoniera di fusilli al ragù, una buatta di fichi caramellati e una damigianetta di grappa artigiale trentina). La foschia mattutina si solleva sul porticciolo di Gorino Ferrarese, e finalmente vediamo i camper, che la sera avevamo perso di vista nella nebbia. Il gruppo "A Fior d'Acqua" è pronto per una nuova avventura: la discesa, mai tentata da uomini con il colesterolo così alto, dell'ultimo tratto del Po di Goro, con ritorno attraverso la laguna, uno dei gioielli della riserva naturale del Delta.

Mentre tutti scaricano le canoe, a volte tirandosele sui calli tra variopinte esclamazioni di disappunto, il Capitano Moreno dirige l'operazione: "Nessuno si imbarchi fin quando non abbiamo dato il via! Ci vediamo qui per il briefing tra quindici minuti in punto, poi si entra in acqua in fila indiana!" Tre minuti dopo sono tutti già in acqua in ordine sparso, tranne un gruppetto di ritardatari che si presenta dopo una mezz'ora abbondante. Si parte! Ci saranno una trentina di avventurosi/e, su canoe singole e doppie. "Contiamoci, così controlliamo che non si perda nessuno!", chiama il Capitano, mentre il pittoresco gruppo già parla di cosa si mangerà a pranzo. Tutti contano: "Io conto venti barche!", "Io ventuno", "Secondo me siamo diciotto!". "Bene, partiamo!" E tutti, come un sol uomo (tranne un drappello che è già partito da venti minuti) si incanalano sul Grande Fiume.

Ancora una volta la magia si rinnova: nel silenzio rotto solo dalle sommesse bestemmie di chi si becca una sibilante pagaiata nelle gengive, le canoe discendono il Po di Goro, sfiorano le imbarcazioni all'ancora e l'isolotto, si dirigono come filanti otarie verso il mare e la paratia che separa il fiume dalla laguna.

Arriviamo alla laguna, e - sorpresa! La temuta paratia, che doveva costringerci ad un faticoso trasbordo via terra, è aperta! Da bravi sportivi, infiliamo la bocca della laguna rammaricandoci di non poter fare nemmeno quel po' di fatica. Ma la dea dello sport ci punisce, e ci perdiamo subito in un'ansa cieca.

Un pescatore locale ci chiama: "Oh! Di là è chiuso, non si passa!" E noi: "Cosa?" "Ho detto che non si va da nessuna parte, di là!" "Come dice, scusi?" "Dico che è tutto canneto, da quella parte!" "Eh?" "Oh, andate mo' bene a cagare!" Scambiamo il gesto dell'ombrello per un cenno di saluto e ricambiamo sorridenti, per accorgerci pochi minuti dopo di dover tornare indietro.

Tornando, ci risuonano nella testa le parole di Luigi alla partenza: "Nessuno vada avanti per conto proprio, ed evitate i sorpassi!" Mentre questa ammonizione risuona nelle nostre teste come la voce di Obi Wan Kenobi, scopriamo che a forza di sorpassi con scodata e speronamenti in stile formula indy, un paio di barche si sono ormai perdute in qualche ansa lagunare. Ma non c'è tempo per piangere i compagni caduti, e ne approfittiamo per fare un fuori programma in mare aperto e una tappa enogastronomica sotto il faro di Goro. Affannati, i dispersi ci raggiungono in spiaggia, dove intanto abbiamo estratto dai gavoni le dotazioni di emergenza: salamelle, bottiglie di chianina, pagnotte, tocchi di cotognata salentina e mezzo Kg di speck. Sulla spiaggetta trapunta di bellissime conchiglie, mentre il faro vigila sulle barche in secca, divoriamo tutto prima di rimetterci in acqua e tornare alla laguna.

La laguna è un viaggio in un altro mondo, con le bitte di segnalazione che si susseguono sull'acqua immobile come uno specchio, i trampolieri che ci osservano guardinghi e gli stormi di gabbiani come una nuvola di ali riflessa sulla superficie. Sotto la guida dei più esperti, tagliamo per una scorciatoia lontana dalle bitte, in pochi centimetri d'acqua, mentre le pagaie alzano il fango del fondo e la secca è sempre temuta e sempre appena evitata. Tra i canneti, nel silenzio che nessuno osa violare, si intravedono maestosi specchi d'acqua.

Quando ci infiliamo nel canale che costeggia il fiume, diretti verso il porticciolo e verso uno smodato pranzo innaffiato da abbondantissimo vino, il ritmo delle pagaie ci ricorda lo spirito del gruppo "A Fior d'Acqua": allegria, natura, convivialità e mangiare come se non ci fosse un domani!

Tracks & Routes


Nome Descrizione Distanza Dislivello salita Dislivello discesa  
15-MAR-09 No Description 13 Km 143 m 150 m
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