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Laguna Sud

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Laguna Sud

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Cicloturismo
« »
Stato: Italia Inizio: S.Erasmo MinEle: -6 m
Regione: Veneto Fine: Chioggia MaxEle: 9 m
Città:
 
Venezia
Waypoints: 5 Dislivello salita: 84 m
Distanza:
 
38.0 km
Downloads: 102 Dislivello discesa: 85 m
Data report:
 
Jun 10, 2007
Pubblicato: Jul 25, 2007 Hits: 4032
           
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Tags



cicloturismo laguna venezia

Descrizione

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INTRODUZIONE

Ambienti marini e percorsi per bicicletta.
Detto così potrebbe sembrare un rapporto impossibile, almeno dal punto di vista tecnico, al limite della fattibilità e della fantasia. Non è così!

Quello tra la bicicletta e laguna di Venezia, è un rapporto piuttosto complesso, dove giocano ruoli importanti il vento, i trasporti navali, il fondo stradale spesso sabbioso.
Ambienti silenziosi ricchi di fascino per un percorso lineare tra la laguna, il cielo e il mare aperto
, a poca distanza vi siano città di mare come Venezia e Chioggia e spiagge affollate come Sottomarina..

Ambienti da scoprire soprattutto nella primavera e nel tardo autunno nebbioso. Il mondo surreale delle nebbie e delle brinate qui si esprime nelle forme più spettacolari.

 

CHIOGGIA

Secondo alcuni storici la città sarebbe stata una colonia di Pelasgi, popolazione dell'Asia Minore, insediatesi 2000 anni a.C. fortificando artificialmente con possenti mura le barene lagunari. Ne sarebbero la prova alcuni tratti di mura rinvenuti nella laguna di Lusenzo ed il termine 'Cluza' (fatta artificialmente).
Più leggendarie le origini dovute a Clodio, guerriero fuggito dalla mitica Troia assieme ad Enea, leggenda per altro comune ad altre città venete, quali Padova. Secondo gli storici latini Cassidoro e Plinio il Vecchio la città era chiamata 'Sal Clugiae' ed era già un importante centro di produzione del sale in epoca romana. La produzione del sale si protrasse per tutto il medioevo quando le isole lagunari, e suprattutto quelle che formeranno Venezia, si popoleranno di abitanti provenienti dalla terraferma, in fuga dal devastante avanzare dei 'Barbari' (IV-VI secolo).

Il nome nel frattempo si evolve: Cluza, Clugia, Clodia, Chioza, Chiozza.

Nel 1100 divenne sede Vescovile, ma l'importanza dell'industria del sale, la ricchezza della città, la posizione strategica e non ultima la contrapposizione con la crescente potenza di Venezia, portarono a contese tra Veneziani e Genovesi, poi sfociate nella 'Guerra di Chioggia' ed anche nella distruzione di Comacchio, altra importante potenza lagunare, da parte Veneziana.
La conquista veneziana pone fine alla guerra con Genova (1381), ma lascia Chioggia quasi completamente distrutta decretandone il declino, aggravato nei secoli seguenti da pestilenze e carestie.
Scompaiono le ricche saline e solo nel settecento l'economia si riprende grazie alla nuova attività, la pesca, che porta Chioggia ad essere il più importante mercato ittico dell'alto Adriatico.
Il settecento vede anche importanti lavori da parte della Veneta Repubblica che, oltre ai 'Murazzi' di Sottomarina, grandiosa opera per la difesa dalla potenza del mare, costruisce attorno a Chioggia numerose opere militari quali i forti di San Felice e Ca' Roman all'imbocco della laguna, gli ottagoni in laguna, il sistema fortificato di Brondolo ed il forte di Cavanella d'Adige, questi ultimi non più esistenti. La cintura fortificata sarà sfruttata e potenziata anche di dominanti austriaci dopo la caduta della Serenissima.


PELLESTRINA


La maggior parte degli studiosi più autorevoli ritiene che il nome di Pellestrina sia derivato dalle così dette "fosse filistine", anzi più propriamente da "una Philistina diversa da quelle fossiones Philistinae ricordate da Plinio (il cui nome sarebbe conservato nelle attuali fosse "Pristine o Pelestrine" presso Adria)" e che a sua volta il nome "Philistine" derivi appunto da quello dello storico e generale "Filisto", ricordato da Plutarco.
Il sottile litorale, ora denominato lido di Pellestrina, che va dal porto di Malamocco a quello di Chioggia, comprendente le località di S. Pietro in Volta, di Portosecco e di Pellestrina, era un tempo diviso in due parti dal porto di Albiola o di Pàstene, dove attualmente è situata la località di Portosecco e dove anticamente sfociava il Medòacus minor. La parte a nord era detta lido di Albiola o di Pàstene, quella a sud lido di Pellestrina. Nella parte a nord era situata la città di Albiola che doveva essere un importante centro lagunare.
Come per le altre isole della nostra laguna, così anche per questo litorale, il popolamento stabile si verificò al tempo e in conseguenza delle invasioni barbariche. Nel tentativo, infatti, di sfuggire alle devastazioni e alle distruzioni degli invasori, le popolazioni della terraferma cercarono rifugio nelle isole della laguna veneta. Molti furono i saccheggi ad opera dei barbari soprattutto degli Unni, condotti da Attila.
Ciò che diede lustro e vitalità alla storia dell'Isola fu il lavoro dei Pellestrinotti attraverso i secoli. Nell'Isola di Pellestrina le "Scole" o "Scuole" delle arti e dei mestieri costituivano, fin dai tempi lontanissimi, libere associazioni che si mantennero attive fino al cadere della Serenissima Repubblica di Venezia e ad esse si attribuiva grande importanza nella vita cittadina. Ogni "Scuola" era distinta da una propria insegna e forse anche da indumenti quali berretto, fazzoletto, fregio.


LIDO


Il Lido di Venezia è una sottile isola che si allunga per circa 12 km tra la laguna veneziana ed il mare e i porti di San Nicolò e Malamocco, collegata alla città ed alla terraferma solamente mediante battelli e ferry-boat. È una delle poche isole della laguna su cui sono presenti strade carrozzabili.L'isola è caratterizzata da costruzioni settecentesche, come i "Murazzi", opera di difesa della laguna dal mare, che si estendono quasi fino al piazzale del Casinò dove, al posto di un altro antico forte, detto "delle Quattro Fontane", negli anni ’30 del Novecento sono sorti proprio il Casinò ed il Palazzo del Cinema, quasi sospesi tra mare e laguna, nascosti da fitti alberi, sedi ideali a Venezia per i numerosi eventi culturali e mondani ospitati dalla città, tra i quali spicca per importanza la Mostra del Cinema, organizzata dalla Biennale di Venezia. Il Lido era molto amato già nel 1820, tanto che molti poeti e scrittori lo scelsero come meta o residenza: si ricordino George Gordon Byron e Thomas Mann. Verso il centro dell'isola, l'architettura si fa ricca di edifici in stile liberty e di parchi verdi, mentre è chiamato il "Granviale" la larga strada alberata che percorre perpendicolarmente l'isola, dalla laguna al mare. L'antico centro di Santa Maria Elisabetta, ubicato all'estremità del Granviale che si affaccia sulla laguna, conserva parecchi edifici, di cui molti oggi sono alberghi, di fine Ottocento oltre all'omonima chiesa.

SANT’ERASMO


S. Erasmo non offre la vitalità e la confusione cromatica e umana o l'austera regalità di altre isole della laguna nord. Di S.Erasmo sono i silenzi, le atmosfere rarefatte, quasi sospese nel tempo, che
sembra aver dimenticato di spingere, in questi luoghi, la rumorosa macchina dello 'sviluppo'. Una giornata diversa, dunque, trascorsa sull'isola che anche la natura ha declassato: da nobile lido a isola minore, sopravanzata dal profilo crescente di Punta Sabbioni. Un'isola che conserva intatta la propria dignità di terra difficile e di frontiera. Dall’isola e nell’isola è possibile ammirare:
- Il profilo di Venezia vista da sud-est, che accompagna, sulla destra, il primo tratto dell'escursione.
- Il forte di Sant'Erasmo o Torre Massimiliana, massiccia fortificazione asburgica iniziata dai Francesi e rifugio dell'imperatore Massimiliano durante l'insurrezione di Daniele Manin del 1848.
- La spiaggia sabbiosa del versante orientale dell'isola, che ne conferma la natura dei suoli, tipica dei lidi lagunari
- La Seca del Bacàn, verso la bocca di porto di Lido: sistema di barene e velme in fase di edificazione e importante punto di transito delle correnti migratorie di uccelli limicoli (piovanelli, combattenti, totani etc.)
- Il paesaggio agrario di S.Erasmo, con i caratteristici colori e profumi delle colture orticole e degli incolti, alternati alle peschiere.
- Il paesaggio lagunare della riviera occidentale, con San Francesco del Deserto avvolto dai lunghi filari di cipresso e da una frastagliata distesa di barene che la tarda estate ricopre di tonalità dorate.


Agriturismo Le Garzette Lido di Venezia - Malamocco
di ORAZIO RENZA
Lungomare Alberoni, 32
Frazione Malamocco
30126 Venezia (Venezia)
Tel. 041 731078 Fax 041 2428798
legarzette@libero.it www.welcome.to/legarzette


Apertura - Da gennaio al 15
dicembre
L’azienda - 1,7 ettari, sul mare; edificio rurale ristrutturato, situato su un’isola

Come arrivare - In auto con ferry boat partenza dal Tronchetto (Venezia) ogni ora, dal Lido si
prosegue per Malamocco

Attività agricole - Orticoltura
(produzione di carciofi e asparagi) Accoglienza - Stanze 5 di cui: 1 singola con bagno, 3 doppie con bagno, 1 tripla con bagno

Prezzi - B&B: da € 40 a € 50; MP:
da € 65 a € 70

Specialità - Pasticcio di verdure, crepes di asparagi, tagliatelle con carciofi, anatra ripiena
Servizi - Telefono e fax,
riscaldamento autonomo, trekking, parco giochi, pesca sportiva, noleggio biciclette

Lingue straniere parlate -
Inglese, spagnolo

Prodotti in vendita - Ortaggi,
marmellate, conserve

Tracks & Routes


Nome Descrizione Distanza Dislivello salita Dislivello discesa  
laguna_VE Traccia Itinerario 38 Km 84 m 85 m
Vedi altimetria

POIs (Points of Interest)


Picture Description Coordinates Elevation Icon

Start Tour Lat: 45.459461 Lon: 12.409983 0 m

Spiaggia Lat: 45.444775 Lon: 12.392836 4 m

Ristoro Lat: 45.444818 Lon: 12.392128 9 m

foto carciofi Lat: 45.450525 Lon: 12.389467 0 m

End Tour Lat: 45.216293 Lon: 12.288101 -2 m