Affreschi e architetture del Cinquecento a Padova
Nome del tour: Il Cinquecento a Padova
Luogo partenza: Scuola del Carmine
Luogo fine Tour: Oratorio del Redentore
Con la caduta della Signoria dei Carraresi avvenuta nel 1405 Padova passò a far parte del territorio della Repubblica Serenissima, condizione che perdurerà, salvo una brevissima parentesi nel 1509, sino al 1797. Sotto l'egida veneziana Padova visse un lungo periodo di tranquillità che favorì lo sviluppo economico e il conseguente rinnovamento edilizio. Riconosciuta la posizione strategica di Padova, i veneziani assunsero il controllo diretto sia del potere politico e militare che dell'amministrazione dello Studio. Il ‘500 in particolare fu un secolo ricco di cambiamenti, in cui Padova fu ancora una volta protagonista, dopo lo splendore trecentesco e il fervore quattrocentesco, dei grandi circuiti culturali.
A difesa della città venne innalzata una nuova cinta muraria (vedi itinerario Mura e Porte) con interventi di celebri architetti tra cui Michele Sanmicheli, Guglielmo Bergamasco, Bartolomeo da Alviano e Giovan Maria Falconetto. Nel 1508 nacque a Padova in via dei Rogati Andrea di Pietro della Gondola, divenuto famoso in tutto il mondo con il nome di Andrea Palladio, architetto che seppe creare una nuova tipologia di architettura soprattutto per le ville di campagna. Del Palladio, nella provincia di Padova, sono la Villa Cornaro a Piombino Dese e la Villa Pisani a Montagnana. Sempre in questo secolo sono attivi nel padovano anche Dario Varotari (Villa Emo Capodilista -La Montecchia), Vincenzo Scamozzi (Villa Molin a Mandriola, Villa Duodo e Villa Emo a Monselice), Jacopo Sansovino (interventi nella Basilica del Santo, Villa Garzoni Carraretto a Pontecasale di Candiana), Andrea Moroni (Palazzo del Municipio, Cortile dell'Università).
In ambito scientifico si distingue lo Studio Patavino con la presenza galvanizzante di Galileo Galilei presso l'Università di Padova, la fondazione dell'Orto Botanico, primo orto botanico universitario istituito nel 1545 come Giardino dei Semplici, mentre è del 1594-95 la progettazione del primo teatro anatomico stabile del mondo, ideato per l'Università di Padova dal famoso patologo Girolamo Fabrici d'Acquapendente. Anche in campo pittorico si mantenne l'alto livello raggiunto nei secoli precedenti grazie alla presenza di artisti quali Tiziano (opere nella Scoletta del Santo), Paolo Veronese (sua è la grande pala nella Basilica di s. Giustina), Bartolomeo Montagna che decorò lo splendido Salone dei Vescovi all'interno di Palazzo Vescovile, Domenico Campagnola, Stefano dall'Arzere e Girolamo dal Santo (autori della decorazione pittorica di numerose Sale cittadine tra cui l'Oratorio di San Rocco, la Scoletta del Carmine, la Sala dei Giganti, per citarne solo alcune), Dario Varotari, autore del ciclo nella Scuola della Carità, e Lambert Sustris, decoratore dell'Odeo voluto dall'illuminato mecenate Alvise Cornaro. Cambiò anche l'aspetto della città con i progetti di Andrea Moroni e di GiovanMaria Falconetto per l'architettura civile e difensiva, quelli di Andrea della Valle per la Basilica di s. Giustina e per la Cattedrale, la ristrutturazione o edificazione di numerosi palazzi, tra cui il Palazzo del Capitanio, il Palazzo di Montivecchi, Palazzo Moroni, Palazzo Molin.