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Varese - Laveno

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Varese - Laveno

Pubblicato da Max Giscover « »


Mototurismo
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Stato: Italia Inizio: Varese MinEle: 0 m
Regione: Lombardia Fine: Laveno MaxEle: 0 m
Cittΰ:
 
Varese
Waypoints: 23 Dislivello salita: 0 m
Distanza:
 
70.1 km
Downloads: 189 Dislivello discesa: 0 m
Data report:
 
Nov 30, 1999
Pubblicato: Feb 7, 2007 Hits: 9574
           
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Descrizione

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All'ombra del Campo dei Fiori

Varese > Laveno

Testo e foto di Ruben Milanesi e Dolores Roncolato per Mototurismo

Attorno alle grandi città lombarde più industrializzate - purtroppo - è sempre più difficile trovare grandi aree verdi risparmiate alla frenetica edilizia dove poter fare un bel giro in moto. Esistono tuttavia alcuni posti, talvolta inseriti in parchi naturali, che riservano a noi mototuristi percorsi piacevoli e rilassanti, che portano a scoprire piccoli e grandi tesori, magari a due passi da casa.
È il caso del territorio che gravita attorno a Varese che, nonostante sia interessato durante la settimana da un traffico molto intenso, nel week-end offre allo slow-biker un invitante itinerario… Punto di partenza è il Lago di Varese.

Fino a qualche anno fa il bacino sembrava destinato a morire insieme alla sua fauna, soffocato dagli scarichi industriali. Ora lo specchio d’acqua, profondo solo 24 metri e con una superficie di 15 chilometri quadrati, grazie ad un buon lavoro di recupero ed anche alla realizzazione di una pista ciclo-pedonale che lo costeggia, ha visto le sue sponde rinascere e attirare nuovamente molti turisti che, come un tempo, vi trascorrono piacevoli giornate.
Con ritmo molto rilassato percorriamo in senso orario le sponde del lago caratterizzate dalla numerosa presenza di canneti; per raggiungere le sue acque bisogna lasciare spesso la strada principale seguendo rotte secondarie che conducono a graziosi porticcioli come quello di Cazzago Brabbia, attraverso strette viuzze dove il nostro bicilindrico rimbomba cupo tra le case. La tranquillità del luogo e il contesto paesaggistico ci invitano ad una sosta all’ombra di un salice, mentre osserviamo qualche pescatore che pazientemente attende il pasto da cucinare nell’attrezzata area pic-nic.

Interessante la visita alle vicine settecentesche ghiacciaie, recuperate recentemente, dove un tempo si conservava il pesce destinato ai mercati, stipandolo con il ghiaccio del lago e la neve.
Inoltre, per gli amanti del birdwatching, è possibile visitare (ovviamente a piedi) l’oasi Lipu, Palude Brabbia, ex torbiera dove ora si possono osservare le diverse specie di avifauna presenti.
Saltiamo di nuovo in sella continuando su alcuni rettilinei, dove l’unica cosa che corre è la nostra immaginazione, che ci porta a pensare come dovevano essere un tempo queste sponde che hanno visto protagonista l’uomo del periodo neolitico. Testimonianze di un complesso palafitticolo sono state ritrovate sull’Isolino Virginia, unica del lago, raggiungibile con piccole imbarcazioni dall’abitato di Biandronno.

Qui troviamo anche un piccolo ma interessante museo archeologico e un grazioso ristorante. Giunti a Gavirate si può fare tappa al chiostro romanico di Voltorre (sec. XI-XII d.C.), per poi proseguire sulla statale, che diventa più scorrevole e si alza anche leggermente di quota, con dolci curve che invoglierebbero ad una guida più sportiva, se non fosse per il limite dei settanta orari e per gli interessanti scorci panoramici da non perdere, assieme ai bianchi alianti del vicino aero club che volteggiano sopra i nostri caschi.
Dopo qualche chilometro puntiamo il becco della nostra GS verso Varese raggiungendola dopo un breve tratto in salita. Si, lo sappiamo tutti che moto è sinonimo di libertà... e allora perché complicarsi la vita alle prese con divieti d’accesso, aree pedonali e zone a traffico limitato?

 

Beh, una sosta - anche breve - Varese se la merita, giusto per vedere ciò che la caratterizza: il centro storico con i suoi vecchi portici in Piazza del Podestà, il palazzo del Pretorio, il Broletto e la Basilica di S. Vittore martire con l’annesso Battistero romanico che vanta di essere il monumento più antico della città.

Varese è soprannominata “città giardino” per la presenza di numerose ville ma soprattutto parchi, come ad esempio i “Giardini Estensi”, alle spalle dello scenografico Palazzo Estense (sede del Municipio), che si rifanno ai famosi giardini di Schönbrunn di Vienna. Dalla sommità del parco il colpo d’occhio è davvero appagante. Il massiccio del Campo dei Fiori è là sullo sfondo che ci aspetta. Infiliamo il casco muovendoci abilmente con la moto nel caldo cittadino, smaniosi di raggiungere un po’ di refrigerio sui vicini rilievi. Prima però passiamo dal famoso ippodromo cittadino, raggiungiamo il comune di Induno Olona dove possiamo ammirare, su una bella collina, il castello di Frascarolo (villa Medici), che un tempo dominava la strada di una delle più fresche valli della provincia di Varese, la Valganna, dove vi passavano i mercanti lombardi che erano diretti alle fiere nella vicina Svizzera.
Percorriamo il primo tratto scoprendo subito il complesso della Birreria Splugen-Poretti, con edifici in stile liberty e, proseguendo tra anguste gallerie e alte pareti rocciose, raggiungiamo la caratteristica cascata delle Grotte di Valganna, rifugio dal caldo estivo, dove si può sorseggiare una piacevole birra sostando nei punti di ristoro presenti nella rigogliosa vegetazione.
Dopo questa breve ma emozionante deviazione, ritorniamo in Varese dove seguiamo le indicazioni per Santa Maria del Monte e per Campo dei Fiori.

Ora la strada è come un serpente che dolcemente passa tra le abitazioni lambendo le prime cappelle del Sacro Monte. Qui si può decidere se raggiungere gli 880 metri dell’abitato di Santa Maria del Monte a piedi, attraverso il lungo e interessante viale delle quattordici cappelle - erette sui disegni del Bernascone - oppure in sella alla nostra fida due ruote, godendo degli scorci che ci offre la sinuosa strada che sale fino al piazzale panoramico del borgo, meritevole di essere scoperto.

È cosi che troviamo il bel Santuario (sec. XV d.C.) che racchiude la venerata statua della Vergine di origine medievale, il vicino Museo Baroffio che conserva un ricco patrimonio artistico donato dal Barone Baroffio al Santuario prima della sua morte e il Museo Pogliaghi, dove si trova il calco originale delle porte del Duomo di Milano.
Congedandoci dal Sacro Monte, un bivio ci permette di salire ancora, per una stretta strada asfaltata che si insinua nel fitto bosco. L’andatura turistica e il casco modulare aperto ci fanno apprezzare a pieno la frescura del Massiccio del Campo dei Fiori che fa parte dell’omonimo Parco Naturale Regionale. Gli ultimi duecento metri di strada bisogna farli a piedi, ma ne vale la pena per il bel panorama che si può vedere nelle giornate di cielo terso: lo sguardo spazia da Varese e il suo lago, al Lago di Comabbio, alla Pianura Padana fino all’Appennino.

Carichi di refrigerio scendiamo fino ad incontrare le indicazioni per Brinzio, superiamo l’abitato di Rasa fiancheggiando i resti di una vecchia fornace per poi scollinare sul Passo della Motta Rossa (565 metri) e costeggiare il romantico Lago di Brinzio. A Bedero Valcuvia lasciamo che la nostra moto ci conduca dolcemente verso il paesino di Ganna, dove il laghetto omonimo (riserva naturale) e la medievale abbazia benedettina di S. Gemolo, fanno di questo posto una meta davvero rilassante. Siamo tornati nel cuore della Valganna; lo testimonia oltre all’immutato verde intenso, anche l’inconfondibile profilo a V della valle, che si riflette nel tranquillo specchio d’acqua e che ci fa pensare a cosa si provava a transitare da qui quando un tempo vivevano il lupo, il cervo e l’orso...
Procedendo verso nord, una strada si stacca a destra nella vegetazione invogliandoci a percorrerla.
I numerosi tornanti della serpentina d’asfalto che sale attraverso boschi misti di castagni, querce, faggi e abeti, ci fanno guadagnare subito quota e ogni tanto un varco tra i rami ci permette di scorgere l’affollato (nei giorni di festa) lago di Ghirla.

Passiamo dall’abitato di Boarezzo, dove dei murales raccontano i mestieri di una volta e le tradizioni del luogo e, mentre l’asfalto prosegue in direzione Marzio, a destra si nota una strada sterrata. Qui, gli appassionati di “archeologia militare” potranno affrontare la lunga camminata sulla strada bianca (ex militare), frequentata ora dagli amanti della mountain-bike e del trekking, che porta alla sommità del Monte Piambello (1125 metri) dove si possono scoprire le affascinanti fortificazioni della Prima Guerra Mondiale appartenenti alla “Linea Cadorna”.

Il fresco di questi luoghi è veramente un toccasana per noi e la nostra moto che, con il cadenzato ticchettio del suo bicilindrico, ci ringrazia di questo itinerario fatto su misura per evadere dal caldo estivo. Transitiamo dai 720 metri di Marzio e, lungo un’antica carrareccia ora asfaltata e delimitata da muretti a secco, scendiamo al Santuario di Ardena in posizione panoramica sulla vicina Svizzera. Ancora in discesa, tra olmi e ciliegi selvatici si giunge a Brusimpiano. Le acque che ci troviamo davanti sono quelle del lago di Lugano che costeggiamo in un tratto profondo dove spiccano alte pareti di roccia fino a raggiungere il paese di Lavena-Ponte Tresa. Questo tratto di lago è in parte territorio italiano e parte del Canton Ticino. I rilievi e le villette in amena posizione che vediamo sull’altra sponda del Ceresio, ancora illuminata dal sole, si riflettono sulla esile striscia di acqua che segna il confine italo-svizzero.
Il nostro itinerario finisce qui, nella parte più antica di questa zona di frontiera, davanti a quel canale naturale chiamato anche “stretto di Lavena”, con la luce del sole che si affievolisce mentre sui tavoli all’aperto dei ristoranti affacciati sul lungolago si accendono romantiche candele che illuminano quanto basta i volti di una famigliola in vacanza, di una coppia di anziani svizzeri e di un ragazzo e una ragazza che arrivano mano nella mano, si siedono per una pizza e aspettano un romantico fine serata.

Ideazione e report a cura di:

Editing a cura di:

 

Tracks & Routes


Nome Descrizione Distanza Dislivello salita Dislivello discesa  
01 Partenza- No Description 7 Km 0 m 0 m
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02 Cazzago-I No Description 4 Km 0 m 0 m
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03 Isolino V No Description 8 Km 0 m 0 m
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04 Voltorre- No Description 10 Km 0 m 0 m
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05 Varese-Gr No Description 5 Km 0 m 0 m
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06 Varese-Sa No Description 8 Km 0 m 0 m
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07 Varese-La No Description 30 Km 0 m 0 m
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POIs (Points of Interest)


Picture Description Coordinates Elevation Icon

Gavirate Lat: 45.847339 Lon: 8.711296 0 m

Biandronno Lat: 45.818829 Lon: 8.711330 0 m

Isolino Virginia Lat: 45.811592 Lon: 8.718272 0 m

Lago di Vare Lat: 45.810800 Lon: 8.733124 0 m

Partenza Lat: 45.792706 Lon: 8.800164 0 m

Cazzago Brab Lat: 45.799475 Lon: 8.731963 0 m

Voltorre Lat: 45.834225 Lon: 8.736448 0 m

Piazza del Podestà, Varese Lat: 45.818576 Lon: 8.826074 0 m

Giardini Est Lat: 45.816974 Lon: 8.822589 0 m

Basilica di S. Vittore Lat: 45.818365 Lon: 8.827744 0 m

Induno Olona Lat: 45.852286 Lon: 8.839782 0 m

Grotte di Valganna Lat: 45.850693 Lon: 8.826287 0 m

Santa Maria Lat: 45.860187 Lon: 8.793872 0 m

Rasa Lat: 45.865524 Lon: 8.805003 0 m

Brinzio Lat: 45.889681 Lon: 8.787679 0 m

Sacro Monte Lat: 45.860539 Lon: 8.792071 0 m

Ganna Lat: 45.904274 Lon: 8.824741 0 m

Bedero Valcuvia Lat: 45.911718 Lon: 8.794065 0 m

Boarezzo Lat: 45.913418 Lon: 8.835315 0 m

Marzio Lat: 45.937446 Lon: 8.858248 0 m

Brusimpiano Lat: 45.945340 Lon: 8.890681 0 m

Santuario di Ardena Lat: 45.951719 Lon: 8.881314 0 m

Laveno Lat: 45.964932 Lon: 8.857729 0 m